Strumenti a Sostegno della Genitorialità

Indicazioni operative fornite dalla Circolare Inps n.122/2022
Categoria: Normativa
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Arrivano, nella circolare n. 122 del 2022, i chiarimenti dell’INPS sulle nuove regole applicabili alla tutela della genitorialità per i lavoratori subordinati e iscritti alla Gestione separata.
In particolare, l’Istituto chiarisce i requisiti di spettanza e le modalità di fruizione, con particolare riguardo all’articolazione dei periodi di congedo indennizzati, per quanto riguarda il congedo di paternità, il congedo parentale e le nuove misure introdotti per i lavoratori e le lavoratrici autonomi.

L’INPS, con la circolare n. 122 del 27 ottobre 2022, recepisce le disposizioni introdotte in materia di work life balance dal D.Lgs. n. 105/2022 e ne fornisce le relative istruzioni applicative in ordine al congedo di paternità obbligatorio dei lavoratori dipendenti del settore privato, ai periodi indennizzabili di maternità delle lavoratrici autonome, alla modifica dei periodi indennizzabili di congedo parentale dei lavoratori iscritti alla Gestione separata e dei lavoratori dipendenti del settore private.

Congedo parentale per i padri lavoratori autonomi

Il D.lgs n. 105/2022. riconosce per la prima volta anche ai padri lavoratori autonomi il diritto al congedo parentale: la possibilità di fruizione dei tre mesi di congedo parentale decorre, per la madre, dalla fine del periodo indennizzabile di maternità e per il padre dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore.Come per le lavoratrici autonome, anche per il padre lavoratore autonomo l’indennità di congedo parentale (pari al 30% della retribuzione convenzionale) è subordinata all’effettiva astensione dall’attività lavorativa.I padri lavoratori autonomi possono fruire del congedo parentale solo dalla data di entrata in vigore del D.lgs n. 105/2022 (13 agosto 2022).

 

Maternità anticipata per gravidanza a rischio delle lavoratrici autonome

E’ introdotta la possibilità di indennizzare periodi antecedenti i due mesi prima del parto, in caso di gravidanza a rischio delle lavoratrici autonome, previo accertamento medico della ASL che individua il periodo indennizzabile per i casi di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.

Per potere indennizzare i “periodi antecedenti di maternità” è necessaria la sussistenza della regolarità contributiva del periodo stesso, così come previsto per i consueti periodi indennizzabili di maternità.

Durante tali “periodi antecedenti di maternità” non è necessaria l’astensione dall’attività lavorativa e la relativa indennità è calcolata ed erogata con le stesse modalità previste per i consueti periodi di tutela della maternità delle lavoratrici autonome.

Possono essere indennizzati i soli periodi successivi all’entrata in vigore del D.lgs n. 105/2022, ossia dal 13 agosto 2022.

Congedo parentale per genitori lavoratori dipendenti

In materia di congedo parentale per i genitori lavoratori dipendenti, viene modificata la disciplina relativa ai periodi che sono oggetto di indennizzo da parte dell’Inps (pari al 30% della retribuzione), visto che il periodo indennizzabile per entrambi i genitori dipendenti passa complessivamente da 6 a 9 mesi; per il lavoratore con affidamento esclusivo del bambino passa da 10 a 11 mesi e, in caso di reddito inferiore a 2,5 volte la pensione minima stabilita dal regime IVS, tutto il periodo di congedo parentale (10 o 11 mesi) è oggetto di indennizzo. È stato inoltre aumentato l’arco temporale in cui è possibile fruire del congedo parentale, portandolo da 6 a 12 anni.

 

Congedo parentale per genitori iscritti alla gestione separata

Rispetto all’indennizzo dei periodi di congedo di genitori iscritti alla gestione separata, l’Inps ha precisato (aggiornando la circolare n.71/2020) che l’indennità è prevista solo a condizione che risulti “effettivamente accreditata almeno una mensilità di contribuzione con aliquota piena nei dodici mesi precedenti l’inizio di ogni periodo indennizzabile del congedo parentale richiesto” anche se, qualora il congedo viene fruito nel primo anno di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia) e non ci sono le condizioni di sussistenza del requisito contributivo” l’indennità viene comunque riconosciuta “se il richiedente aveva titolo all’identità di maternità o paternità, a prescindere dall’effettiva fruizione della stessa”.

 Congedo parentale per lavoratori autonomi

In merito al riconoscimento del diritto al congedo parentale per la prima volta anche per i lavoratori padri autonomi, da cui deriva che entrambi i genitori possono fruire di 3 mesi ciascuno di congedo parentale da fruire entro un anno dalla nascita o ingresso in famiglia del bambino. In questo caso, la fruizione del congedo decorre per la madre dalla fine del periodo indennizzabile di maternità e per il padre dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore. L’indennità riconosciuta sia alla madre che al padre è pari al 30% della retribuzione convenzionale ed è subordinata all’effettiva astensione dall’attività lavorativa. Come sottolineato anche da Inps, l’astensione comporta la sospensione dell’obbligo contributivo riguardante mesi solari interi: infatti “a titolo esemplificativo, per un periodo di congedo parentale temporalmente collocato tra il 20 settembre e il 19 dicembre, sarà consentita la sospensione del versamento del contributo obbligatorio IVS per i soli mesi di ottobre e novembre”.A seguito della sospensione dell’obbligo contributivo, il diritto all’indennità viene riconosciuto in presenza del pagamento dei contributi relativi al mese precedente rispetto a quello in cui ha inizio il congedo. Per i lavoratori autonomi dello spettacolo, invece, è possibile fruire del congedo parentale anche durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, senza alcun requisito contributivo. In generale, i padri lavoratori autonomi possono accedere al congedo parentale solo a partire dal 13 agosto 2022 e la fruizione di esso è compatibile sia con la fruizione dei periodi di maternità della media, sia con la fruizione del congedo parentale da parte della madre.La prassi amministrativa ha diffuso altresì degli esempi per facilitare la transizione da un regime all’altro o per semplificare l’accesso ai diritti riconosciuti ai lavoratori e alle lavoratrici. È stato infatti specificato, sia con i messaggi n. 3066 e n.3096 che con la circolare n.122/2022, che è possibile accedere ai congedi così come modificati dalla disciplina facendo richiesta al datore di lavoro o al committente e regolarizzando, ove previsto, tramite la presentazione della domanda telematica ad Inps non appena saranno resi disponibili gli appositi applicativi informatici.

In conclusione, si può osservare che le novità introdotte dal d.lgs. 105/2022 rappresentano un passo avanti, seppur ancora contenuto, verso l’adozione di una prospettiva nuova in materia di parità di genere, genitorialità e conciliazione vita professionale e vita privata. Sotto questo aspetto, sarebbe auspicabile agire ulteriormente verso una maggiore condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne, come leva per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro di queste ultime nonché garantire più possibilità di progressione della carriera.

 

 

 

 

 

 


17 novembre 2022 -15:07

Strumenti a Sostegno della Genitorialità

Data
17 novembre 2022 -15:07

Categoria
Normativa
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Arrivano, nella circolare n. 122 del 2022, i chiarimenti dell’INPS sulle nuove regole applicabili alla tutela della genitorialità per i lavoratori subordinati e iscritti alla Gestione separata.
In particolare, l’Istituto chiarisce i requisiti di spettanza e le modalità di fruizione, con particolare riguardo all’articolazione dei periodi di congedo indennizzati, per quanto riguarda il congedo di paternità, il congedo parentale e le nuove misure introdotti per i lavoratori e le lavoratrici autonomi.

L’INPS, con la circolare n. 122 del 27 ottobre 2022, recepisce le disposizioni introdotte in materia di work life balance dal D.Lgs. n. 105/2022 e ne fornisce le relative istruzioni applicative in ordine al congedo di paternità obbligatorio dei lavoratori dipendenti del settore privato, ai periodi indennizzabili di maternità delle lavoratrici autonome, alla modifica dei periodi indennizzabili di congedo parentale dei lavoratori iscritti alla Gestione separata e dei lavoratori dipendenti del settore private.

Congedo parentale per i padri lavoratori autonomi

Il D.lgs n. 105/2022. riconosce per la prima volta anche ai padri lavoratori autonomi il diritto al congedo parentale: la possibilità di fruizione dei tre mesi di congedo parentale decorre, per la madre, dalla fine del periodo indennizzabile di maternità e per il padre dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore.Come per le lavoratrici autonome, anche per il padre lavoratore autonomo l’indennità di congedo parentale (pari al 30% della retribuzione convenzionale) è subordinata all’effettiva astensione dall’attività lavorativa.I padri lavoratori autonomi possono fruire del congedo parentale solo dalla data di entrata in vigore del D.lgs n. 105/2022 (13 agosto 2022).

 

Maternità anticipata per gravidanza a rischio delle lavoratrici autonome

E’ introdotta la possibilità di indennizzare periodi antecedenti i due mesi prima del parto, in caso di gravidanza a rischio delle lavoratrici autonome, previo accertamento medico della ASL che individua il periodo indennizzabile per i casi di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.

Per potere indennizzare i “periodi antecedenti di maternità” è necessaria la sussistenza della regolarità contributiva del periodo stesso, così come previsto per i consueti periodi indennizzabili di maternità.

Durante tali “periodi antecedenti di maternità” non è necessaria l’astensione dall’attività lavorativa e la relativa indennità è calcolata ed erogata con le stesse modalità previste per i consueti periodi di tutela della maternità delle lavoratrici autonome.

Possono essere indennizzati i soli periodi successivi all’entrata in vigore del D.lgs n. 105/2022, ossia dal 13 agosto 2022.

Congedo parentale per genitori lavoratori dipendenti

In materia di congedo parentale per i genitori lavoratori dipendenti, viene modificata la disciplina relativa ai periodi che sono oggetto di indennizzo da parte dell’Inps (pari al 30% della retribuzione), visto che il periodo indennizzabile per entrambi i genitori dipendenti passa complessivamente da 6 a 9 mesi; per il lavoratore con affidamento esclusivo del bambino passa da 10 a 11 mesi e, in caso di reddito inferiore a 2,5 volte la pensione minima stabilita dal regime IVS, tutto il periodo di congedo parentale (10 o 11 mesi) è oggetto di indennizzo. È stato inoltre aumentato l’arco temporale in cui è possibile fruire del congedo parentale, portandolo da 6 a 12 anni.

 

Congedo parentale per genitori iscritti alla gestione separata

Rispetto all’indennizzo dei periodi di congedo di genitori iscritti alla gestione separata, l’Inps ha precisato (aggiornando la circolare n.71/2020) che l’indennità è prevista solo a condizione che risulti “effettivamente accreditata almeno una mensilità di contribuzione con aliquota piena nei dodici mesi precedenti l’inizio di ogni periodo indennizzabile del congedo parentale richiesto” anche se, qualora il congedo viene fruito nel primo anno di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia) e non ci sono le condizioni di sussistenza del requisito contributivo” l’indennità viene comunque riconosciuta “se il richiedente aveva titolo all’identità di maternità o paternità, a prescindere dall’effettiva fruizione della stessa”.

 Congedo parentale per lavoratori autonomi

In merito al riconoscimento del diritto al congedo parentale per la prima volta anche per i lavoratori padri autonomi, da cui deriva che entrambi i genitori possono fruire di 3 mesi ciascuno di congedo parentale da fruire entro un anno dalla nascita o ingresso in famiglia del bambino. In questo caso, la fruizione del congedo decorre per la madre dalla fine del periodo indennizzabile di maternità e per il padre dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore. L’indennità riconosciuta sia alla madre che al padre è pari al 30% della retribuzione convenzionale ed è subordinata all’effettiva astensione dall’attività lavorativa. Come sottolineato anche da Inps, l’astensione comporta la sospensione dell’obbligo contributivo riguardante mesi solari interi: infatti “a titolo esemplificativo, per un periodo di congedo parentale temporalmente collocato tra il 20 settembre e il 19 dicembre, sarà consentita la sospensione del versamento del contributo obbligatorio IVS per i soli mesi di ottobre e novembre”.A seguito della sospensione dell’obbligo contributivo, il diritto all’indennità viene riconosciuto in presenza del pagamento dei contributi relativi al mese precedente rispetto a quello in cui ha inizio il congedo. Per i lavoratori autonomi dello spettacolo, invece, è possibile fruire del congedo parentale anche durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, senza alcun requisito contributivo. In generale, i padri lavoratori autonomi possono accedere al congedo parentale solo a partire dal 13 agosto 2022 e la fruizione di esso è compatibile sia con la fruizione dei periodi di maternità della media, sia con la fruizione del congedo parentale da parte della madre.La prassi amministrativa ha diffuso altresì degli esempi per facilitare la transizione da un regime all’altro o per semplificare l’accesso ai diritti riconosciuti ai lavoratori e alle lavoratrici. È stato infatti specificato, sia con i messaggi n. 3066 e n.3096 che con la circolare n.122/2022, che è possibile accedere ai congedi così come modificati dalla disciplina facendo richiesta al datore di lavoro o al committente e regolarizzando, ove previsto, tramite la presentazione della domanda telematica ad Inps non appena saranno resi disponibili gli appositi applicativi informatici.

In conclusione, si può osservare che le novità introdotte dal d.lgs. 105/2022 rappresentano un passo avanti, seppur ancora contenuto, verso l’adozione di una prospettiva nuova in materia di parità di genere, genitorialità e conciliazione vita professionale e vita privata. Sotto questo aspetto, sarebbe auspicabile agire ulteriormente verso una maggiore condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne, come leva per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro di queste ultime nonché garantire più possibilità di progressione della carriera.

 

 

 

 

 

 

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